Il 16 giugno 1964 un Volkswagen Maggiolino modificato per galleggiare attraversò lo Stretto di Messina in 38 minuti, conquistando il Guinness dei Primati. L’impresa, entrata nella storia dell’automobilismo, fu realizzata grazie a una serie di modifiche tecniche che permisero all’auto di affrontare le acque dello Stretto.
Erano gli anni del boom economico italiano. Il Maggiolino rappresentava il simbolo di un Paese che cresceva, investiva nell’innovazione e guardava con fiducia al futuro. Non è un caso che la Volkswagen avesse scelto proprio lo Stretto di Messina per dimostrare l’affidabilità della sua vettura: un palcoscenico naturale unico, conosciuto in tutto il mondo per le sue correnti, capace di trasformare un test tecnico in un evento destinato a fare il giro della stampa internazionale.

A oltre sessant’anni da quella traversata, un appello pubblicato sui social riporta l’attenzione su una figura che, secondo la famiglia, contribuì alla preparazione di quell’impresa.
A lanciarlo è il figlio di Carmelo Giunta, all’epoca capo officina della storica concessionaria MA.SCO. di Messina. Nel suo racconto sostiene che il padre lavorò fianco a fianco con i tecnici tedeschi impegnati nella preparazione del Maggiolino anfibio, coordinando i preparativi e garantendo l’assistenza tecnica necessaria affinché il veicolo affrontasse con successo la traversata dello Stretto.
Nel post si legge anche che sarebbero ancora numerosi i messinesi che ricordano la grande fotografia dell’impresa esposta per anni all’ingresso della concessionaria MA.SCO. e che alcuni testimoni dell’epoca potrebbero confermare il ruolo svolto da Carmelo Giunta. Al momento, tuttavia, il suo nome non compare nelle principali ricostruzioni storiche dedicate all’impresa.

Da qui l’appello rivolto ai messinesi, ai collezionisti e agli ex dipendenti della MA.SCO.: chiunque conservi ritagli di giornale, fotografie, cataloghi dell’epoca o semplicemente un ricordo di quei giorni è invitato a condividerlo per contribuire a ricostruire quella vicenda e verificare il ruolo svolto dal capo officina messinese.
Le grandi imprese resistono al tempo. I nomi di chi le ha rese possibili, qualche volta, un po’ meno. Ma quelle imprese raccontano anche un’epoca: una Messina protagonista, capace di attirare eventi internazionali e di mettere le proprie competenze al servizio dell’innovazione. Continuare a cercare, verificare e raccontare significa anche questo: conservare la memoria di una città e del periodo in cui guardava al futuro con fiducia.
